Museo Correr

Museo Correr

Servizi agli studiosi

Biblioteca del Museo Correr

Origine
Nel 1830 il patrizio Teodoro Correr lasciò in eredità alla città le pregiate collezioni antiquarie, artistiche e librarie, che avrebbero dato vita nella sua casa di San Giovanni Decollato, al Museo e alla Biblioteca. Correr dedicò l’intera vita a incrementare la raccolta di memorie storiche e artistiche iniziata in gioventù e proseguita con crescente passione. Durante l’età Napoleonica, in seguito al sovvertimento della scena politica, importanti collezioni artistiche, librarie e documentarie finirono sul mercato antiquario o nelle mani di mediatori senza scrupoli: aristocratici e patrizi in fuga dalla città, vittime di rovesci di fortuna si liberavano con urgenza dei propri beni in cambio di sicuri proventi. Al centro di tale commercio Correr acquistava e scambiava ogni sorta di bene disponendo nelle sale della sua casa le raccolte divenute in breve motivo di interesse di cittadini e forestieri, affiancando reperti archeologici, armi, monete, gioielli, dipinti, statue a pergamene, codici, documenti, incisioni e rare edizioni.

Incremento delle raccolte
Aperte al pubblico sei anni dopo, nel 1836, le collezioni si arricchirono di lasciti di oggetti d’arte e raccolte librarie di nobili famiglie veneziane e di insigni studiosi come Emmanuele Antonio Cicogna che donò la sua ricca libreria al Museo nel 1865. La sua consistente raccolta bibliografica riflette i suoi studi in prevalenza di carattere compilativo e restituisce un vasto patrimonio di testimonianze manoscritte e a stampa raccolto con competenza negli anni in cui collezioni librarie pregiate correvano il rischio di andare disperse.
A cinquant’anni dalla scomparsa di Correr, le cresciute dimensioni della collezione richiesero il trasferimento del materiale nell’adiacente Fondaco dei Turchi restaurato per l’occasione. Qui furono accolti i fondi manoscritti e a stampa che continuavano a pervenire in dono al Museo da parte di insigni studiosi e di importanti famiglie veneziane.

Sede
Nel 1922 iniziò il trasferimento delle collezioni museali, librarie e documentarie dal Fondaco dei Turchi  a piazza San Marco, negli ambienti dell’ala Napoleonica e negli spazi contigui delle Procuratie Nuove che avevano ospitato il Palazzo Reale, sede di rappresentanza dei sovrani durante il Regno d’Italia e dove Museo e Biblioteca hanno tutt’ora sede. Simbolo del nuovo potere sorto dalle ceneri della Serenissima, l’edificio, che aveva accolto gli esponenti della corte asburgica durante i frequenti soggiorni in laguna, fu completato solo verso la metà del secolo XIX da Lorenzo Santi. Per la decorazione degli interni ci si avvalse del pittore e scenografo veneziano Giuseppe Borsato, attento interprete dello stile Impero e del Biedermeier, che proprio in quegli anni iniziava a diffondersi nelle corti europee. L’elegante antisala degli ornati neoclassici, posta sulla sommità del monumentale salone, introduce alla loggia napoleonica che costeggia il lato breve della piazza e precede gli ambienti di rappresentanza, cornice ideale della ricca collezione canoviana cui seguono le venti sale che ripropongono lo splendore della civiltà veneziana e i suoi tempi. Le collezioni artistiche, con i reperti archeologici e la quadreria del secondo piano, completano il percorso museale. Le testimonianze manoscritte e a stampa conservate nelle raccolte librarie, costituiscono la naturale integrazione del materiale esposto in Museo. Pergamene e codici, spesso riccamente miniati, incunaboli e rare edizioni uscite dai torchi delle tipografie veneziane, carte topografiche della laguna e della terraferma, portolani, disegni e incisioni, offrono un contributo determinante alla ricostruzione della storia veneziana.

Mission
L’attività della Biblioteca si conforma ancora oggi al dettato del fondatore Teodoro Correr che intese promuovere l’accesso libero alle raccolte: la missione della Biblioteca è assicurare l’accesso continuo al contenuto intellettuale delle sue collezioni.
Siccome la mia mira principale si è quella di conservare per quanto è possibile quelle raccolte che fino ai miei primi anni procurai di fare, dopo maturi riflessi e consigli procuratimi, ho trovato che nulla meglio convenga che formare una pubblica instituzione a decoro della mia Patria e famiglia. […] La mia casa d’abitazione […] ove in tre sale e circa venti camere si trovano sparsi ed in parte distribuiti manoscritti, stampe, quadri, libri, rami, bronzi, avori, sigilli, conii, armi, antichità, oggetti di storia naturale e di numismatica, […] voglio che sia aperta a comodo per il pubblico almeno due giorni a settimana […] e voglio che qualunque studioso ed ammiratore[…] possa avere comodo di vedere ciò che brama.”
Dati la ricchezza, la particolarità e il pregio di tale patrimonio, la Biblioteca del Museo Correr svolge un importante ruolo di conservazione. Costantemente arricchita mediante la sistematica acquisizione delle pubblicazioni di settore, si caratterizza inoltre come istituto di ricerca e documentazione specialistica in storia dell’arte e storia veneta assolvendo ai più diversi compiti di ricerca e aggiornamento professionale di studiosi, conservatori di musei, docenti universitari e laureandi di tutto il mondo.